FS2

Word

Versione 5.1a utilizzata per trasferire sul Mac le tesi dei miei colleghi, con ricerche sulla nascente Rete e formule cinquantamila, 100 stampate. Torno a casa dopo aver consegnato i floppy, compro della focaccia barese come pranzo e colazione con i soldi guadagnati. Fisso la muffa sul muro e mi decido a completare il mio diario, qualcuno lo leggerà. Dopo anni l’operazione alla prostata e la prognosi cattiva mi spinge a rivederlo completamente fare ampi tagli e trovare qualche foto libera per la pubblicazione finale. Ora siamo alla versione 15 e premo menù a casaccio cercando tra le opzioni per effettuare semplici operazioni. Non ho avuto buone esperienze con altri “office” e ho deciso di usare quello Microsoft.

Bill ti ho seguito dopo aver ricevuto in eredità a 30 anni un PC IBM dal mio defunto padre. Un disastroso aggiornamento del BIOS lo rese quasi inservibile, meno male che un amico estrasse il chip e lo riprogrammo con un’attrezzatura professionale. Cercai di usufruire delle capacità di espansione cambiando la scheda video per giocare. In un gioco sono un antico indiano d’America con poteri paranormali che dopo ore di gioco restituisce la dignità al suo popolo. Sono sbigottito.

Al Mac giocavo all’ air hockey, su PC a puckfun. Lo faccio ogni mattina per risvegliare le sinapsi.

Caldo

Il condizionatore butta aria fredda nel corridoio, la stanza dove ho i piedi in un catino con ghiaccio e le mani sulla tastiera viene raggiunta in parte. Passo ogni estate scrivendo e bevendo caffè freddo. Non tocco alcol dopo una sbornia con Bombay Sapphire che mi ha lasciato quasi in blocco respiratorio. A volte uso come poggiapiedi una console modello X360 nera. Ho smesso anche con la coca-cola dopo aver superato il limite di peso misurabile con la bilancia di centoventi chili. Accendo una sigaretta solo ogni venti minuti, mi piace il sapore intenso del tabacco delle JPS, non ho dubbi che presto o tardi mi si presenterà il conto dei miei vizi ma fino ad allora cercherò di godermi la vita dopo aver affrontato periodi difficili e pieni di rinunce.

Il telefono vibra brevemente, Chiara è online sul Nessus, non passerà molto che io riceva un suo saluto. Incontrata sul lago di Neusiedl am See è responsabile del guasto alla centralina della mia Fiat MY 2008. Non avrei mai previsto che una donna conosciuta su Skype fosse interessata al mio caso di sottrazione internazionale di minori tanto quanto la sua situazione di lei che è fuggita dal paese del marito portando con sé le figlie. Con un nick diminutivo online si era invece rivelata una donna più alta di me e capace di sbigottirmi con un abbraccio molto avvolgente.

Navigatore

Per raggiungere l’istallazione di Gabčíkovo imposto uno dei primi navigatori con mappe complete dell’europa. Sbaglio escludendo le strade a pagamento ed arrivo con venti minuti di ritardo. Ad attendermi Jonathan con un curioso trench coat marrone, stringo la sua nodosa mano e non scambiamo una parola dopo anni di distacco. Ormai è un vecchio stanco, senza capelli ma con un paio di lunghi baffi ingialliti dal tabacco della pipa. Lui ha sempre odiato computer e molto di più Internet reputandoli poco sicuri in caso di furto fisico o d’identità. Mi consiglia una cartella di plastica rossa, mentre guida verso una casa isolata circondata di cespugli selvatici sfoglio vari documenti e foto sbigottito. Una rapida occhiata e valuto se le informazioni sul bersaglio Tomasc sono attendibili. Tocca a me farlo fuori?

Vaso di Dewar

Eccomi ad un nuovo compito. Gambe divaricate e corpo su una coperta scruto con il cannocchiale l’incrocio di due piccole vie. Secondo i fogli battuti a macchina non c’è una visita consuetudinale di Tomasc all’amante, nemmeno il numero dei suoi tirapiedi d’accompagnamento. Sono sul tetto di un palazzo di uffici e archivi. Non ha nevicato stamattina ma il sole non ha ancora sciolto la neve di ieri, le temperature sono rigide. Sono vestito di tessuti bianchi e grigi. Mi nascondo da possibili sguardi, non passerebbe inosservato il vecchio Gewehr43 che celo sotto una copertura mimetica. Svito il tappo del thermos quando mi accorgo dell’arrivo di una Opel grigia, in un secondo sollevo l’involucro del fucile da cecchino, butto un litro di caffè bollente sulla canna e poso l’arma di precisione su un sacchetto di sabbia, sono pronto ad eliminare una carogna.

Nessuna notizia trapela sui giornali, stanco e avvilito sono seduto sul letto di un appartamento lindo e profumato, non mi sento al sicuro nemmeno quando dopo un giorno vado a Olomuz a ritirare il necessario a fondare un’impresa intestata a mio figlio.

Gemelli

In alcuni animali la femmina può essere fecondata da diversi maschi, non sembra essere riportato nessun caso nella specie umana. Fino all’arrivo in Svizzera il padre di due gemelli è pieno di premure con la moglie che è prossima al parto. Sono gli anni settanta la sanità del sud Italia non sembra capace di affrontare l’evento e gli amici del club Duca hanno proposto a Renato il lungo viaggio. Lui è un guidatore capace di continua attenzione, sosta solo per rifornirsi di carburante e per i bisogni della moglie. La clinica si confonde tra i ricchi palazzi di Lugano, una piccola valigia accompagna la partoriente, il marito nonostante la stanchezza non riesce a sedersi e nemmeno chiudere gli occhi. Il cesareo è previsto per la mattina seguente. Nascono due gemelli siamesi collegati per le testoline con della materia cerebrale in comune. Vengono puliti e quando la mamma è ancora sotto sedativi inizia la delicata operazione da parte di un team di quattro chirurghi. Oltre alla separazione si deve decidere il sesso dato che sono ermafroditi con diverso grado di espressione. Renato per tre giorni non ha dormito senza l’aiuto di stimolanti ma finalmente può vedere il primo figlio. Il secondo deve rimanere nell’incubatrice per problemi respiratori che lo ammorberanno per il resto della sua vita.

Razza ariana

Il primo figlio della coppia, grazie a un funzionario corrotto, viene registrato come partorito in una città italiana. L’altro nascituro invece rimane per diciotto mesi in un reparto ospedaliero e fatto nascere con simulazione nella stessa città del primo. Il primo cresce forte e sano, forse per l’allattamento naturale, negli anni seguenti eccelle nelle classi scolastiche e si fa nomea di rubacuori grazie ai suoi occhi azzurri. Il secondo richiede cure costanti e frequenti corrispondenze tra i medici locali e quelli svizzeri. Grazie alle cure mediche non risente del lungo periodo di ricovero. La sua iride è tipica del mosaico, marrone e verde. Renato ha dovuto fare viaggi ed esborsi di denaro notevoli ma dice ai pochi amici e ai parenti che la sua ricchezza sono i suoi figli, cerca quindi di non far mancare il miglior cibo, giochi, vestiti, animali da compagnia, istruttori privati e altro fino a viziarli. Ci penseranno gli schiaffi della vita a farli crescere una volta soli ad affrontare il mondo. “Così nella luce ci si unisce, immortali”

Galline

Renato è un uomo rinascimentale: pittore, imprenditore, geometra poi avvocato, padre e marito esemplare… Costruisce un piccolo castello su un terreno, conteso da un numero dispari di eredi, progettandolo e coordinando i vari muratori, piastrellisti, idraulici, elettricisti, manovali in genere. Il suo orgoglio a costruzione ultimata diventa una tenaglia allo stomaco, negli ultimi anni di vita ripete, verbigerando, di avvoltoi che girano sulla sua testa pronti a fare pasto della sua carcassa e di usurpatori pronti ad approfittarsi dei suoi beni. Ha vissuto in un’epoca dove la corruzione era nel governo del paese. Molti hanno depauperato litorali costieri con costruzione abusive. Lui ebbe l’idea di innalzare due capannoni dove inizialmente, in uno, si allevavano pulcini e nell’altro galline ovaiole in batteria. Sappiamo che gli inglesi designano le riunioni di donne come circolo di galline. Franco ha dei ricordi nella sua infanzia meno ironici. La puzza nel capannone rendeva l’aria non respirabile, il frastuono degli animali in gabbia lo avevano terrorizzato. Ricorda con repulsione il procedimento di bucare la parte superiore del guscio delle uova fresche prima di deglutirle crude.

Un bel giorno, dopo un carico di mangime proveniente dal nord Italia, le sofferenti smettono tutte insieme di produrre uova. Hanno sul collo un rigonfiamento. Franco molti anni dopo studierà il sarcoma di Rous.

Meredith

Durante le lezioni universitarie, stanco di scrivere appunti, Franco rivolge lo sguardo sulla fila dei banchi a palco della facoltà. Ad interessarlo una ragazza bene in carne, lui troppo timido per farsi avanti con una scusa chiede e raccoglie da amici ogni informazione. Arrivata l’estate e Franco, senza il casco, usa la sua potente moto per raggiungere velocemente Locorotondo. Gira per le vie, si ferma in parecchi Bar a bere gintonic, cerca Lei. Non sono ancora i tempi dei telefoni cellulari per le masse, si usano i gettoni e lui ha solo il numero della casa dove risiede a Bari. Confida nella fortuna di incontrarla a passeggio con amiche, zie, sorelle, il destino sarà benevolo sperava. Con lei è riuscita solo a parlare delle malattie presenti in certe popolazioni, che fallimento. Avrebbe dovuto, semplicemente, invitarla al bar per un caffè, gli avrebbe detto il suo migliore amico e rivale nelle conquiste. Eppure la cerca, cerca i suoi occhi dolci, le sue forme generose, il suo bianco sorriso. Queste cose lo mandavano in tilt, come un flipper, parecchi esami venivano posticipati per mancanza di concentrazione ed erezioni dolorose. Continua a cercarla per anni a chiamarla anche quando vuole fuggire da una relazione simulata e raggiungerla ora che sa che abita ad Alberobello…

Nootropo

Gli studi sono difficili, le assenze per lunghi viaggi pesano sulla carriera universitaria. Di questo ne parla con il futuro collega, il suo medico di base. Gli suggerisce un farmaco utilizzato nelle malattie degenerative neuronali e nel trattamento della demenza senile. La deprivazione del sonno e questi aiutini prima della data degli esami lo portano ad una accelerazione dei pensieri. Non riesce a valutare migliorate capacità di memorizzare nozioni, dati, formule. Decide di smettere e non seguire i consigli del tale che in seguito decise di farsi prete dopo il fallimento del suo sterile matrimonio. Sotto esame fa fatica a riuscire a parlare per seguire l’eruzione di pensieri, spesso si blocca cercando di capire quanto di quello che deve riuscire a dire sia stato profferito e quanto ancora deve lentamente essere dispiegato. Ogni esame è una tragedia, ogni volta cacciato, ogni volta ristudia cose che sa a menadito. Vorrebbe colpire con una mazza da golf le rotule del medico che ha giocato con la sua mente.

Annunci