L’amore dei dattilografi.

Inumidisco la punta del dito e sfrego una piccola macchiolina al centro dello schermo del monitor. Ho passato ore se non giorni a guardare le tue foto, eri sorridente, il vento gonfiava il tuo vestito lungo e spettinava i tuoi capelli. I tuoi occhi cerulei spuntavano sotto le tue palpebre lievemente socchiuse e bistrate di azzurro.

Quando la mia volontà ha preso coraggio ti ho scritto messaggi per cercare di entrare nel tuo mondo privato. Mi hai dato risposte generiche, chi avrebbe accettato uno sconosciuto nella propria routine? Guardavo le foto del mio profilo personale cercando di identificarmi nei vari momenti della vita in cui sono state scattate. Io ora imbolsito, sfiduciato, con i miei sogni e aspirazioni rimandati alla prossima visita per riottenere la patente di guida.

Avrei voluto sentire la tua voce, ascoltare le inflessioni dialettali, conoscere le tue pause e i silenzi. Solo messaggi sulla tastiera del cellulare, icone a forma di faccia per denotare il tono scherzoso di una frase.

Ho letto e riletto il breve scambio di messaggi scandito dal timestamp, l’orario di invio e ricezione, le spunte, la data e l’ora dell’ultimo accesso.

Ora mi trovo nel silenzio di una casa vuota piena solo di mobili e oggetti del precedente proprietario.

Ho qui portato il MacPro, una nuova tastiera e le casse audio con cui ascolto musica.

Con il ritmo e la melodia cambia lievemente il mio umore ogni pochi minuti.

Non ascolto più trash metal che mi soggiace e mi intimorisce, quasi terrorizza. Penso solo a quello che avremo potuto dirci la mattina appena svegli. Raccontarci i nostri sogni mentre facciamo colazione insieme. Il Mac si blocca, il programma si chiude, sono costretto a riscrivere tutto, cambio applicazione: in fondo un file di testo non richiede troppe funzioni. Cosa mi separa da te? Distanza che farei in motocicletta, auto, bus?

Non potrei caricare il mio torbido passato pieno di azioni discutibili e ingiustificabili. Scelte di vita legate al piacere immediato oppure alla ricerca dell’oblio di terribili avvenimenti fatti di perdite e scomparsa di persone care.

La funzione di semplice pompa del cuore sembrava aver assunto di nuovo quella del punto di partenza delle emozioni. Prima di averti incontrata solo qualche canzone riascoltata dopo anni faceva drizzare i peli sugli avambracci.

Cosa ti ha impedito di ricevere una semplice telefonata, convivere con parenti curiosi o gelosi?

Più volte mi sono collegato per verificare di essere ancora tra gli “amici”. Non avrei voluto perdere l’opportunità di sfogliare le istantanee della tua vita di cui so poco e niente.

Il libro posato al mio fianco aspetta di essere ripreso dopo questi giorni di amore da dattilografo. Altri in perfetto ordine chiusi in un armadio del salotto al riparo da polvere e occhi indiscreti. Avrei voluto scriverti una lettera come si usava un tempo, inchiostro verde di stilografica che non permette cancellazioni ma segue il flusso dei miei pensieri. Perché riprovare questo sentimento dopo anni di quiescenza? Cosa di speciale in un futuro medico costretto ad affrontare con cinismo il suo lavoro? Forse la necessità di essere capito sotto una sfera scientifica e disposto a comprendere il mio male di vivere. Passato il desiderio romantico e l’eccitazione sono a fare i conti con la mia vita.

Aspetto una consegna dal corriere così come per anni ho aspettato tra i singulti che mio figlio si mettesse in comunicazione con me.

Non avevo in mente un succedaneo che avresti potuto donarmi, avrei voluto una compagna per proseguire la vita sapendo però che avrei dovuto fronteggiare un ennesimo trasferimento, levare le radici e fare ritorno nella città in cui ho trascorso lunghi anni di privazione e dedizione all’apprendimento di nozioni scientifiche complicate.

Il tuo ultimo sforzo di sopportazione ti ha portato a picchiettare sulla tastiera che avrei dovuto investire le mie risorse economiche per conseguire la laurea.

Lo farò probabilmente con la speranza di rincontrarti con lo status sociale alla pari e non come massa informe di frasi prese dai libri o citazione dai film.

Non ho altro tempo per l’introspezione, devo passare allo svolgimento della mia mente di essere umano. Lascio queste poche semplici righe a chi non ha potuto raggiungere l’oggetto del desiderio e si è accontentato di riempire la vita con i racconti veri o inventati di altri che hanno la forza e la fantasia per creare mondi alternativi e aliene realtà.